EFB 2008 foto di Luca_Chistè
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Eurofolk Ballets 2008 - PHOTOGALLERY


La galleria fotografica di questa edizione, realizzata con uno stile interpretativo analogo a quello dell'edizione 2007, si compone di 28 pagine e 196 immagini, selezionate da oltre 500 scatti. La presentazione delle immagini ha seguito l'ordine cronologico della manifestazione tenutasi a Cavalese con cui sono stati memorizzati gli scatti al momento della ripresa.
Tutte le fotografie proposte sul sito sono disponibili, a risoluzione piena, su DVD.
Per informazioni, contattare: info@federcircoli.it

Note tecniche sulle riprese:
Fotocamera digitale Nikon D-200 e ottiche Nikon a focale fissa.
Sensibilità di ripresa: 1600 ISO. Post-produzione in Photoshop CS3 a cura dell’autore.
© Luca Chistè [vedi il webiste] - © Fe.C.C.RI.T. (2008)

Eurofolk Ballets 2008 - RESOCONTO

La sedicesima edizione di Eurofolk Ballets si è conclusa nella splendida piazza Duomo di Trento con la Confraternita dei Ciusi e dei Gobj a fare da padroni di casa. Un avvenimento del tutto inconsueto, vista la peculiarità del gruppo che realizza esclusivamente la Mascherada dei Ciusi e Gobj nell’ambito delle Feste Vigiliane. Ma facendo esso parte dell’Associazione Gruppi Folcloristici del Trentino, sembrava giusto e doveroso, come ha evidenziato il suo presidente Elio Srednik, cimentarsi nell’organizzazione di una serata. Il tempo è stato clemente e ha permesso il regolare svolgimento dell’intero programma, iniziato con la briosa vitalità dei ragazzini bulgari che hanno presentato sei danze dai nomi impronunciabili.
Il gruppo Mladost, tale è il suo nome, proviene da Montana, una bella città della Bulgaria e conta nel suo organico circa 170 tra ragazzi e bambini, una trentina dei quali presenti in questa manifestazione. Lo spettacolo che hanno presentato era ricco di movimento, a volte molto veloce, ma eseguito con un sincronismo degno dei migliori professionisti del balletto. Naturalmente questa bravura è frutto di molto impegno e di molto tempo dedicato agli allenamenti e non sembra possibile che esso si possa tradurre in sole 4 ore la settimana, come affermato dal fondatore, capogruppo e coreografo Stoian Stoianovic. Al di là di tutto questo, comunque, l’esibizione è stata molto apprezzata dal numeroso pubblico presente che non ha lesinato gli applausi.
EFB-2008-foto_di_Luca_Chistè_02Il secondo complesso a salire sul palco è stato il gruppo croato, la cui denominazione esatta è Società Artistica Culturale Ulianik. Il nome gli deriva dai cantieri navali di Pola, principale sponsor del gruppo. E da Pola infatti esso proviene, la cittadina istriana un tempo italiana che conserva moltissime tracce delle antiche civiltà, prima fra tutte quella romana che le ha lasciato anche una splendida arena e un altrettanto ben conservato arco di trionfo. La performance di questo gruppo, molto meno spettacolare di quella rumena appena conclusa, si sostanzia in tre balli, “Balun” (palla), “La vecchia polka” e “Il ballo della sedia”, un rituale di corteggiamento che alla fine per qualcuno dei pretendenti non porta i frutti sperati. Il ritmo è veloce ma non velocissimo e la musica particolare anche se eseguita da una fisarmonica e da un clarinetto. Tra una danza e l’altra si sono alternati 2 canti a 2 voci, “E’ bella l’Istria nostra” (che parla ovviamente dell’amore che l’autore nutre per la propria terra natia) e “Piccolo cantante” (che parla del cantante che vuole conservare il canto tipico istriano). Per concludere, il gruppo ha presentato alcuni pezzi strumentali sulla “Scala istriana” eseguiti con strumenti altrettanto particolari. Nel complesso un’esibizione di alto profilo, frutto di ricerca attenta sia per quanto riguarda i costumi che gli strumenti utilizzati.
Il terzo gruppo della serata è stato El Ball de Pastorets di Vilafranca del Penedes (Catalogna). Il gruppo così costituito è citato in documenti storici di oltre cent’anni fa. La prima esibizione è infatti documentata nel 1802 in occasione di una visita reale. Dal 1854 il ballo è eseguito nel corso della Festa Major di Vilafranca, la festa del folklore più tipica della Catalogna. Anticamente il ballo era eseguito dalle tre figure principali della città, il Capità, il Majoral e il Ramada accompagnati da 5 pastorets. Ora, invece i gruppi sono di dodici pastorets.
Il ballo rappresenta la festa dei pastori al rientro dall’alpeggio dove hanno pascolato le pecore nel corso della buona stagione. I ballerini indossano un costume molto semplice. Il bianco delle camice e dei pantaloni è arricchito dai gambali di colore vivace muniti di piccoli sonagli, dalla cintura di stoffa colorata e dal tipico farsetto da pastore in lana di pecora. In testa un cappello di paglia decorato di fiori. Le varie coreografie sono eseguite con l’uso di un coloratissimo bastone di legno che funge anche da strumento musicale, ritmando i passi con la percussione sull’assito del palco e sbattendo, incrociandosi, con il bastone del danzatore vicino. Anche questo gruppo ha presentato sei coreografie diverse l’ultima delle quali, detta Pont i Bota, consiste nell’intrecciare tutti i bastoni tenuti dai danzatori al fine di creare un appoggio sul quale sale uno di loro che, sollevato verso l’alto, urla il proprio saluto al Santo Patrono di Vilafranca, San Felice.
Il gruppo è accompagnato dalla musica di una zampogna, di un flauto e di un tamburo, questi ultimi due strumenti suonati in contemporanea da una sola persona. L’esibizione è piacevole e soprattutto particolare. In questo senso, la ricerca che la Federazione compie ogni anno per offrire al pubblico e ai propri gruppi iscritti spettacoli diversi e danze particolari, sembra portare dei buoni frutti. Già lo scorso anno, con lo spettacolo del gruppo bosniaco “Brotnjo” si era assistito alla presentazione in prima assoluta del canto non corale, ma in coppia o singolo; si era assistito all’esecuzione di pezzi musicali con l’utilizzo di uno strumento molto simile alla zampogna ma ottenuto con la cucitura di un’intera pelle di capra. Chissà cosa ci riserverà il futuro.

 

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Tornando all’edizione appena conclusa, la prima serata si è svolta al Palacongressi di Cavalese, piazza ormai consueta di Eurofolk, che ha visto la presenza di quasi tutte le edizioni finora organizzate. Il gruppo folk El Salvanel (e la sua direttrice) sono gli inventori di questa manifestazione che ha visto la luce nell’ormai lontano 1993 quando furono ospitati in quel di Cavalese addirittura cinque gruppi stranieri. Da allora sono saliti sul palco di Eurofolk 46 gruppi diversi, provenienti da quasi tutte le nazioni europee. La serata di Cavalese è, ed è sempre stata, caratterizzata dalla presenza di un pubblico davvero ragguardevole e appassionato che resiste numerosissimo sino alla fine dell’ultima nota e anche oltre. Quest’anno non è stato da meno. Un po’ di preoccupazione si è avuta invece per la seconda serata, quella prevista a Cogolo di Peio. Il tempo non prometteva nulla di buono, ma alla fine è stato generoso e tutto si è concluso nel migliore dei modi.
Un po’ di pioggia ha caratterizzato la serata di Mezzano di Primiero, caduta negli ultimi venti minuti dello spettacolo e rovinando in tal modo la conclusione della manifestazione. Tuttavia, tirando le somme, si può affermare che Eurofolk Ballets anche quest’anno ha avuto un buon successo di pubblico che ha apprezzato in tutte quattro le serate lo spettacolo proposto, confermando ancora una volta la bontà della formula e l’intuito degli organizzatori nella scelta dei gruppi.

© Fe.C.C.Ri.T. 2008

 


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