80_Gruppo_Folk_Mezzano

 

MEZZANO: ENAL E GRUPPO FOLK NE HANNO COMPIUTO OTTANTA

Di anni, naturalmente. E un così importante traguardo non poteva che essere festeggiato nei migliori dei modi. Con una serie di iniziative, che non solo hanno coinvolto il paese – in cui i due sodalizi nacquero da unico parto – ma anche le vallate del Primiero, Vanoi e Mis.
Mezzano_80_01

Approffittando della messa a nuovo della “lisiera dei Cosneri”, quale miglior occasione per ripercorrere fotograficamente questa lunga avventura? Ecco allora apparire su uno schermo gigante uomini antichi che dell’Enal e del gruppo folk hanno fatto la storia e uomini moderni che ne stanno facendo la storia. Intorno, trenta pannelli espositivi, a riprendere i cartelli che annunciavano la disfida delle bocce nel giorno del Carmenin, raccontano di questo gioco di fine Ottocento che vedeva coinvolti i due cantoni di Mezzano  - i Grisoni e i Pranovi – sfidarsi lungo le “canisele” del paese per la supremazia di un anno. Per la cronaca, come da ormai troppi anni a questa parte l’hanno spuntata, seppure di poco, ancora una volta i Grisoni.
Due angoli, poi, del “tabià del Rico” – museo sorto autonomamente dalla passione di Mary Orsingher – parlano del vestito del gruppo folk e di quanto all’interno della sede dell’Enal un tempo avveniva; due oggetti su tutti appaiono interessanti: la biblioteca e il “pirlo”, gioco letteralmente da tavolo, difficile da spiegare, più facile da vedere.
Il gruppo folk “Mezzano di Primiero” ha, poi, festeggiato i suoi ottant’anni, peraltro ben portati, calcando i palcoscenici di tutti i comuni del comprensorio, ricevendone in cambio soddisfazione e riconoscenza. Nel paese natio si è esibito tre volte; nel corso dell’annuale raduno provinciale dei gruppi folcloristici; in una serata di Eurofolk Balletts e in una serata esclusiva con la partecipazione musicale de “I Beatrik”. Soprattutto da Mezzano, il gruppo dovrebbe trovare riconoscenza, visto che il nome e quanto dietro si nasconde – tradizioni, agricoltura, costumi, musiche e balli – hanno visitato molti luoghi lontani; e non solo in Italia.
Intanto, si sta organizzando l’ultimo appuntamento celebrativo, che vorrà coinvolgere quanti hanno volentieri donato a qualsiasi titolo parte del  proprio tempo, diventando componenti del gruppo folk. Verranno personalmente contattati – se qualcuno non ne fosse avvertito è pregato di farsi vivo;  per una giornata della memoria a ricordo di quanti non ci sono più;  per una giornata del ricordo per i bei momenti passati insieme (visita alla “lisiera”); per una giornata di allegria al suono delle fisarmoniche.

Mezzano_80_03

GRUPPO FOLK MEZZANO DI PRIMIERO

La nascita del gruppo folcloristico “Mezzano di Primiero” è del 1928, anno in cui fu fondato il circolo dopolavoro Enal di Mezzano. Ne è una sua derivazione. Ben presto, però, il gruppo ha vissuto di luce propria, trovando una propria precisa strada. Quelle che nel tempo erano per lo più sparute e brevi rappresentanze, assunsero piano piano sempre più i contorni di uno spettacolo ben costruito e definito, capace di trasmettere al più o meno improvvisato spettatore ricordi, tradizioni e nostalgie. I colori dei costumi, le loro stesse fattezze antiche, l’originalità delle musiche - quasi tutte autoctone e tramandate rigorosamente a orecchio da generazioni di fisarmonicisti -, la spontaneità dei balli tesi a rappresentare i momenti del sacrificio della vita quotidiana e i rari intervalli regalati al semplice divertimento, sono gli ingredienti essenziali dell’attività del gruppo, nel passato come nel presente. A questi si aggiungano l’entusiasmo dei ballerini, la professionalità dei musicisti e l’impegno costante – frutto di prove invernali e ballate estive su ogni piazza del paese, della valle, d’Italia e, a volte, del mondo – di quanti nel gruppo si sono succeduti. Che sono veramente tanti. Quante le figure caratteristiche, quanti gli uomini e le donne che nel gruppo hanno quasi costantemente vissuto! Ma non si dimenticano neppure quelli che per vari motivi nel gruppo hanno operato per poco tempo; in ogni caso, anche a loro va l’affetto e la gratitudine. La stessa che necessariamente deve accompagnare l’incedere e la passione degli attuali componenti, capaci col sorriso e l’impegno di tramandare, magari con qualche pecca e qualche concessione alla modernità, un pensiero antico, un momento vissuto, un profumo in qualche parte della testa e del cuore dimenticato.

Mezzano_80_02

IL CIRCOLO RICREATIVO DOPOLAVORO ENAL DI MEZZANO

Il Circolo Ricreativo Dopolavoro di Mezzano, comunemente chiamato dai suoi soci Dopolavoro o ancor più semplicemente Enal, fu fondato nel 1928 sulla scia di analoghe iniziative in Trentino. Tra i fondatori citeremo Emilio Bettega, Tullio Dalla Sega, Massimiliano Orsingher. Gli scopi? Cita lo Statuto: “Promuovere la formazione sociale dei lavoratori intellettuali e manuali mediante un sano e proficuo impiego del tempo libero; attuare i servizi sociali della ricreazione educativa; promuovere ed attuare le iniziative dirette a sviluppare le capacità morali, intellettuali, fisiche, sportive, culturali, artistiche, turistiche e simili; promuovere inoltre la ripresa di antiche tradizioni locali a carattere vario”. E veramente in quegli anni il Dopolavoro era punto di riferimento costante per la “vita” del paese. La gente seguiva entusiasta e numerosa ogni iniziativa.
Prendendo in mano i verbali delle assemblee svoltesi nel secondo dopoguerra, possiamo farci un’idea della vastità degli interventi che il Circolo andava promuovendo. Alcuni esempi: la festa dell’uva, la beneficienza ai bisognosi, ai missionari; il riconoscimento ai reduci dal fronte; i doni agli ammalati. Ancora; le feste per i grandi anniversari di matrimonio, per i ragazzi della Prima Comunione. Inoltre, lo spaccio alimentare (12.3.1947) che cercava di contrastare certe speculazioni;
una sede adatta (15.8.1948); conferenze su materie agricole e sanitarie (chi non ricorda il dottor Messina?). E ancora, la scuola di teoria musicale condotta da Clino Orler, unitamente alla sezione corale del Circolo e la filodrammatica, itinerante in valle di paese in paese (due commedie su tutte: “La via larga” di Benini e “Radiotelefono etc.” di Valentino, rappresentate nel 1945); la fondazione del Gruppo Folkloristico di Mezzano (dagli anni ‘50 sarà unità a sé stante), il recupero di certe tradizioni, come il gioco del “dobelon”, la festa di San Giovanni (24.6.1950), il giro delle bocce lungo le “canisele” del paese tra il canton Grisoni e il canton Pranovi – tradizione di fine ‘800 -, l’apertura del carnevale, le riviste, le gite a Passo Rolle e Monte Grappa, l’organizzazione dei giochi nelle giornate della sagra paesana. Carmine e Carmenin. Iniziative, molte delle quali ora possono forse anche far sorridere, ma che per quei tempi, in cui volere o volare ci si doveva accontentare, rappresentavano appuntamenti da non perdere. Molte di queste attività, verso gli anni Sessanta, hanno cambiato strada, gestite da altri enti (scuola, CTL, coro, ecc.). La situazione attuale vede il Circolo Ricreativo Dopolavoro di Mezzano impegnato a dare ai soci più che altro qualche momento di svago, pur non dimenticando gli scopi per i quali è stato creato. In quest’ottica si colloca la gita annuale, la cena sociale, il tradizionale cioccolato e “brazidel” (occasione buona per tenere anche l’assemblea dei soci, che quest’anno hanno raggiunto la non trascurabile cifra di 170) e due capatine al mare, giusto per gustare qualche buon piatto di pesce. Si punta ancora moltissimo sulla gara di bocce lungo le canisele durante “el carmenin”, accompagnata da musica e folclore e qualche bicchiere “de vin bon”. Non mancano di certo i momenti di ilarità e qualche sonora incavolatura. Nessuno vuole perdere, anche ultimamente i Pranovi si sono molto ben abituati a farlo.
Sempre più rare, complice l’assenza di neve, le gare di slittino il giorno di San Giovanni e le gare di bocce sul “brolo”, nonché le rappresentanze alle gare di sci, di corsa in montagna, di slittino organizzate da altre associazioni.  Se l’Enal di Mezzano vive ancora, lo si deve però, oltre che ai soci e ai consiglieri, a quanti dal 1928 in poi l’hanno presieduto: Michele Svaizer fino al 1945; il maestro Corrado Trotter dal ‘45 al ‘51: Pietro Orsingher fino al ‘54; Riccardo Orsingher, presidente dal ‘54 al’ 89, anno in cui ha perso tragicamente la vita. Attualmente il Circolo e il gruppo folk sono presieduti da Ivano Orsingher.