Gruppo Costumi Storici Cembrani

All’interno del cammino culturale dell’associazione corale ‘La Valle’, nata nel 2003, si è originato il "Gruppo Costumi Storici Cembrani". Il sodalizio è nato per recuperare lo storico costume della Valle di Cembra dopo quasi due secoli d’oblìo. Tra il 2003 e il 2005 lunghe e accurate ricerche archivistiche seguite dal dott. Roberto Bazzanella su carte di dota, antiche ricevute sartoriali ed altri documenti comunitari locali del periodo fra il 1770 e il 1840, hanno permesso di determinare forme, colori e tessuti dell’antico costume festivo locale. Il Gruppo perciò non indossa un costume tradizionale o folclorico, ma un vero ‘costume storico’ che alla base ha una vasta documentazione. Il ‘Gruppo Costumi Storici Cembrani – Coro La Valle’, si propone come veicolo di promozione culturale delle ricchezze e peculiarità culturali, corali, storiche e territoriali della Valle di Cembra, una valle nel passato giuridicamente frammentata e che cerca oggi di creare un filo d’unione e le ragione di un essere comune. Il Gruppo ha già partecipato a parecchie manifestazioni in provincia e in regioni vicine, ed ha inoltre organizzato vari eventi atti al recupero delle tradizioni locali: ogni anno, la vigilia dell’Epifania, anima la ‘Canta de la Stéla’. La ‘Canta de la Stéla’ è un antico rito di questua che in diversi villaggi dell’alta val di Cembra ha avuto origine già nel XVIII secolo, quando un curato di Grumes, don Giambattista Michi, raccolse e diffuse decine di canti sacri poi utilizzati dagli ‘stellari’. A Sover la tradizione fu introdotta da don Michele Vettori circa nel 1680 e a Piscine storicamente risale al ‘700, rafforzata da don Antonio Fadanelli nel 1822. Il Gruppo Costumi Storici Cembrani ha sostenuto e ravvivato la tradizione recuperando le forme e le cadenze dell’antico rito, visitando in costume vie e piazze dei villaggi la vigilia dell’Epifania, raccogliendo offerte e la ‘carità de la farina’, ed eseguendo le recuperate nove antiche laude del ‘600 e del ‘700. La tradizione è stata presentata pure in due trasmissioni radiofoniche su RadioRai2 e in una diretta televisiva. Nel corso del 2006 il Gruppo ha organizzato gli eventi ‘E sonaron campane a martello.1796’ i quali, in diverse serate, hanno riproposto fatti, personaggi e vicende della Valle di Cembra dal XIII secolo al 1796 attraverso ricostruzioni di ambienti di un tempo e diverse rievocazioni storiche, nelle quali i costumi del Gruppo sono stati sempre al centro dell’attenzione, finemente descritti in una mostra storica appositamente allestita. Del 2006 è anche il gemellaggio con il Gruppo Costumi Storici Bleniesi di Dongio (Svizzera), con il quale è stata allestita la mostra storica sull’emigrazione ‘Oltre i confini’, la quale ha descritto il movimento migratorio dal Lagorai verso il Ticino per la costruzione della diga del Luzzone. Sempre nel 2006 il ‘Gruppo Costumi Storici Cembrani – Coro La Valle’ ha effettuato la sua prima trasferta estera nella cittadina bavarese di Untergriesbach, a suggello delle celebrazioni per i 200 anni della Baviera (1806 – 2006)e a ricordo delle migrazioni medievali che da quella terra tedesca, attraverso il Regglberg, giunsero fino a Grumes e Sover fra il XIV e XV secolo originando alcune delle famiglie cembrane attuali fra i quali i Pojer, gli Eccli e i Todeschi. Nel 2007 il Gruppo Costumi Storici Cembrani è stato dato avvìo al progetto ‘Hieronimus de Val Chiana: 1582-1608’ il quale recupera la figura di un religioso toscano organizzatore nel XVI e XVII secolo del vivere civile e ecclesiastico dell’alta val di Cembra attraverso una mostra storica ed un gemellaggio in costume che il Gruppo terrà a Monte San Savino e Cortona in Val di Chiana (Ar).

IL COSTUME STORICO CEMBRANO

Il Trentino risulta alquanto “sfuggevole” per quanto riguarda il costume: dopo la lenta e diversificata modellazione dei costumi festivi lungo il corso del XVIII secolo, nell’ottocento molte vallate abbandonarono presto i costumi, ancor prima che essi avessero il tempo di diventare “etnici”, e così già negli anni ’30 dell’ottocento, si riscontrava spesso la moda esterofila, e in luoghi o valli di difficile accesso, e sono quindi pochi i casi in trentino nei quali la ricerca storica riesce a rintracciare il “costume storico”con fondamento storico. La situazione descritta per il Trentino in generale dalla metà del XIX secolo, può essere applicata anche alla valle di Cembra che presenta nella possibile ricostruzione del costume storico delle difficoltà di ordine territoriale, istituzionale e amministrativo. La valle, dal medioevo sino al 1848, si presentava come un insieme di piccoli e frammentati ambiti giuridici e istituzionali. Tale frammentazione, risolta solo in parte con la creazione del Giudizio unitario cembrano nel 1848, si rifletteva, e si riflette ancora oggi, nell’ambito sociale, per cui è difficile riuscire ad individuare usanze o tradizioni simili per tutto l’ambito della vallata, anche se è presente una “mentalità cembrana” comune. Per quanto riguarda l’idea di “costume”, dopo la consapevolezza acquisita nel ‘700, vari furono gli influssi esterni e il conseguente abbandono del vestiario tipico, specialmente nella media e bassa valle, più soggetta, per la vicinanza, alle mode e agli usi del fondovalle e della città di Trento. Nella prima metà dell’ottocento il “senso del costume” aveva ancora radicamento nell’alta valle, particolarmente nell’ambito soverino, grumesiano e graunese, distretti di difficile accesso e che, specialmente Sover e Grumes, avevano goduto per secoli particolari libertà, strenuamente difese insieme alla propria identità culturale. Grazie a tale mentalità “conservativa” l’idea di costume nell’alta valle permase sino forte emigrazione della metà del XIX secolo.

COSTUME MASCHILE

Per il recupero del costume storico maschile, di fondamentale importanza sono stati tre documenti rinvenuti in archivi privati, il primo risalente al 1826, il secondo al 1832 ed il terzo al 1846, i quali descrivono con puntualità il costume della festa maschile.
    • GIACCA
chiamata nei documenti “gabanota” ossìa una giacca corta con taglio in vita. Di panno di colore verde scuro.
    • CAMICIA
di lino e con colletto a fascetta.
    • GILE'
di colore turchese sul davanti e nero sul dietro.
    • PANTALONI CORTI
chiamati nel documento del 1826 “colette”, che scendono fin sotto il ginocchi. Di colore nero come risulta dal documento del 1832.
    • CAPPELLO
di colore nero con nastro verde.

COSTUME FEMMINILE

La ricostruzione del costume storico festivo femminile è avvenuta tramite l’esame di una valida fonte documentaria, ossìa le carte di dota, nonché sul ritrovamento di una “quitanza” del 1832.
    • GONNA
di poco superiore alle caviglie, di colore nero.
    • CORPETTO
attillato senza maniche, aperto sul davanti e fermato da lacci turchesi passanti per occhielli e ganci. Il colore è nero con decori ricamati.
    • GREMBIULE
colore di fondo “turchese” con decori
    • CAMICIA
in lino, a leggero sbuffo nelle maniche, senza ricami o particolari decori.
    • FAZZOLETTO DA SPALLE
quadrato e doppiato per renderlo triangolare, di colore turchese. FERMACAPELLI chiamato “uchio”, lo si metteva fra l’acconciatura dei capelli
    • COLLANA
di piccole granate a stretto girocollo.
    • MANTELLA
la mantella era a campana, di tessuto pesante.

Denominazione Gruppo
Gruppo Costumi Storici Cembrani - coro "La Valle"

Presidente
Bazzanella Ottavio

Indirizzo della Sede
Stradon di Piscine 11 - 38048 SOVER (TN)

Contatti
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Sito web
www.corolavalle.com